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Telefono Donna 

è nato l'8 marzo 1992, per iniziativa di Stefania Bartoccetti. Tramite l'ascolto telefonico ha offerto il suo aiuto alle donne e alle famiglie in difficoltà, affrontando i più disparati tipi di disagio: dalla crisi esistenziale, a quella domestica, alla depressione alla solitudine, dai problemi di comunicazione all'interno e al di fuori della famiglia, ai problemi di ordine legale o psicologico legati alla separazione o al divorzio, fino ai casi di maltrattamento e di violenza psicologica.


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Oltre 91.000 casi

provenienti da tutta Italia, sono stati risolti grazie all'intervento delle volontarie e delle specialiste dedicate al servizio.

E' un'associazione

di volontariato regolarmente iscritta al registro regionale dedicato, oltre a quello di solidarietà familiare, fa parte del CNDI (Consiglio Nazionale Donne Italiane) ed è affiliata del Conseil International des Femmes (ONU). La sede di ascolto è ubicata all'interno dell'Azienda Ospedaliera Niguarda Ca' Granda di Milano per fornire, oltre ai consueti servizi, una puntuale assistenza specialistica per qualsiasi richiesta sanitaria.
 
stefaniaL'8 marzo 1992 nasceva per mia volontà l'Associazione di Volontariato Telefono Donna. Le ragioni di quell'inizio non sono cambiate: si tratta, adesso come allora, di lavorare contro i pregiudizi e gli stereotipi comunemente diffusi sulle donne per far conoscere alle Istituzioni e alle realtà sociali che i vissuti delle donne scrivono il grande libro dell'esperienza al femminile, fatta di ruoli, posizioni e attività che smentiscono i soliti luoghi comuni.
La missione di Telefono Donna consiste nel lavorare contro la cultura dei pregiudizi, che sono spesso la causa dei maltrattamenti, fisici e psicologici, alle donne, contro i quali le professioniste volontarie dell'Associazione assicurano l'intervento legale, sanitario e psicologico.

Le nostre psicologhe e counselor lavorano per ridare fiducia alle donne maltrattate attraverso la conquista della propria autonomia e capacità. Telefono Donna si propone di creare il clima più favorevole affinché le donne ritrovino la propria stima, dopo essere state offese nella loro dignità. L'ascolto avviene nel modo più naturale, attraverso una telefonata alla nostra sede, che può dare inizio a un'altra storia di sé e prospettare soluzioni dove prima si vedevano solo vicoli ciechi.

Sono consapevole che l'ascolto di realtà dolorose sia già un motivo di miglioramento della propria condizione, e più ancora sono convinta che l'ascolto persegua gli obiettivi migliori perché nasce senza nessun costo per chi si rivolge a noi. Mi ispiro, infatti, ai principi che regolano il mondo del volontariato, dove la donazione del proprio tempo per ascoltare chi ne ha bisogno rappresenta già una ricchezza.



Stefania Bartoccetti, Fondatrice