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Telefono Donna 

è nato l'8 marzo 1992, per iniziativa di Stefania Bartoccetti. Tramite l'ascolto telefonico ha offerto il suo aiuto alle donne e alle famiglie in difficoltà, affrontando i più disparati tipi di disagio: dalla crisi esistenziale, a quella domestica, alla depressione alla solitudine, dai problemi di comunicazione all'interno e al di fuori della famiglia, ai problemi di ordine legale o psicologico legati alla separazione o al divorzio, fino ai casi di maltrattamento e di violenza psicologica.


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Oltre 91.000 casi

provenienti da tutta Italia, sono stati risolti grazie all'intervento delle volontarie e delle specialiste dedicate al servizio.

E' un'associazione

di volontariato regolarmente iscritta al registro regionale dedicato, oltre a quello di solidarietà familiare, fa parte del CNDI (Consiglio Nazionale Donne Italiane) ed è affiliata del Conseil International des Femmes (ONU). La sede di ascolto è ubicata all'interno dell'Azienda Ospedaliera Niguarda Ca' Granda di Milano per fornire, oltre ai consueti servizi, una puntuale assistenza specialistica per qualsiasi richiesta sanitaria.
 

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Asili

Un'esperienza significativa riguarda l'ideazione e la creazione dell'asilo nido aziendale per i figli dei dipendenti dell'Azienda Ospedaliera Fatebenefratelli – Oftalmico che è in funzione dal novembre 2002 e quella del micronido dal settembre 2011, al fine di favorire la vicinanza dei genitori ai loro figli in grado di offrire garanzia di assistenza e di interventi in ordine al processo educativo e di integrazione disponendo di spazi interni ed esterni strutturati in modo idoneo, con lo scopo di:

a) permettere alle madri lavoratrici di anticipare il rientro presso l'Ente, dopo il periodo di astensione obbligatorio consentito dalla legge;
b) consentire alle madri lavoratrici ed ai padri di ridurre il tempo da dedicare alla ricerca e successivo accompagnamento dei figli al servizio pubblico o privato dedicato all'accoglienza dei minori, per un miglior e sereno utilizzo del tempo libero;
c) alleggerire il compito dei Servizi Comunali già oberati dalle continue e urgenti richieste di iscrizioni;
d) favorire nel modo migliore un rapporto di collaborazione fra genitori e gli educatori al fine di ottenere una crescita armonica ed equilibrata dei bambini continuativa tra l'ambito familiare e quello scolastico;
e) proporre ai bambini attività ludiche e stimoli che rispondano alle loro esigenze educative e di crescita.

La popolazione destinataria del progetto è quella relativa all'area della prima infanzia, da 1 a 3 anni, per un numero di fruitori previsto pari a n. 24 bambini per l'asilo nido aziendale e per n. 10 bambini fra i 6 e i 12 mesi per il micronido


Metodologie di intervento

L'attività educativa si propone di realizzare lo sviluppo equilibrato attraverso proposte ludiche differenziate principalmente per età:
laboratorio di manipolazione di materiali diversi (sabbia, farina, colore, ecc.)
laboratorio di psicomotricità (percorsi psicomotori, giochi di imitazione, ecc.)
spazio del gioco simbolico (casetta, supermercato, ecc.) e dei  travestimenti
spazio del gioco libero
giochi all'aperto ed esplorazione e conoscenza dell'ambiente esterno
La vita in comunità permette ai bambini, costantemente seguiti ed affiancati dalle educatrici, di interiorizzare regole di comportamento in movimenti particolari delle giornate: a tavola, ai servizi igienici, nei turni del gioco, ecc. oltre a sviluppare l'autonomia che si esplica nella cura della propria persona e delle proprie esigenze fisiologiche.

Risultati attesi
Dopo aver superato positivamente la fase dell'inserimento della nuova struttura, prima esperienza importante al di fuori nella famiglia, l'asilo si pone come obiettivo:

1. lo sviluppo armonico ed equilibrato del bambino in base alle proprie fasi di crescita nel rispetto dei processi evolutivi;
2. il raggiungimento di un comune obiettivo caro alle famiglie ed alle educatrici fondato sulla collaborazione e sulla fiducia tra le parti, confortato fa un continuo rapporto di verifica;
3. lo studio del comportamento e delle reazioni dei genitori e dei bambini attraverso colloqui individuali e incontri periodici di gruppo.